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Aero Club Como
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Il “Giro aereo dei sei laghi” del 1972

 

Dopo le competizioni del 1913 e del 1922 l'Aero Club Como decide di istituire una gara di regolarità per idrovolanti e anfibi che interessi la zona dei laghi prealpini.
Ciò con l'obiettivo di rilanciare l’Idroscalo di Como e l’“idroturismo”, nell'ambito di una più vasta iniziativa che, attraverso convegni e conferenze di sensibilizzazione del pubblico, sottolinei l'enorme potenzialità dell'idrovolante quale mezzo di promozione del turismo aereo.
Tornando alla gara, la partecipazione riservata ai soli idrovolanti e anfibi fa sì che il numero di potenziali concorrenti sia alquanto ridotto, ma non così si può dire dell’interesse per un avvenimento storico e affascinante.
La gara è a carattere internazionale, per favorire la partecipazione degli idro svizzeri, francesi, inglesi e finlandesi che già avevano partecipato alle conferenze di promozione del turismo aereo svolte a Como negli anni Sessanta.
Il percorso invece, per la maggior parte sul lago di Como, ha per vertici “noti” Como, Bellagio, Lecco, con ritorno a Como lungo i laghetti della Brianza; altri due vertici “ignoti” sono riferiti al concorrente solo al momento della partenza.

 

Lo Schweizer “Teal” dell’inglese Maurice Hynett (a destra), giunto dall'Inghilterra. L’aereo è un anfibio biposto, con motore da 150 HP, progettato da David Thurston, “papà” di molti Grumman e dei Lake.

 

 

 li iscritti alla gara sono trenta, di cui cinque stranieri e un buon numero di soci dell’Aero Club che si alterneranno sui due Cessna 150 I-BONG e I-BOMI, ma al via il 15 luglio gli equipaggi sono molto meno. La causa principale è il maltempo che imperversa a sud delle Alpi e su tutto l’arco alpino e che impedisce ai due equipaggi svizzeri di arrivare a Como.

Santino Bassetti al termine del percorso
della gara, con le carte di navigazione.

Anche due anfibi italiani sono costretti a rinunciare alla gara per noie burocratiche (non riescono a ottenere in tempo il rinnovo del certificato di navigabilità).
Ma la cosa che più preoccupa gli organizzatori è il forte vento, che alle 8 del mattino mette in discussione la prova. Decisi a tentare, gli equipaggi incominciano a decollare e a seguire, tra molte difficoltà, il tracciato di gara. La cosa più difficile è mantenere la velocità (l’80% di quella massima), per via delle raffiche, che fanno perdere tempo prezioso, ma il peggio deve ancora venire, perché alle 15.30 la gara viene sospesa per l’imminente arrivo di un temporale.
Alla fine la classifica viene stilata sui sedici equipaggi che sono riusciti a decollare. Vincitore risulta essere il comasco Angelo Corti, con 22 penalità, seguito dal segretario dell’Aero Club Edoardo Albonico, con 29 penalità; seguono Minarchi-Mascarucci (34), Musumeci-Terragni (40), Solaschini (43), Vaghi (43), Galli (47), De Paolis (49), Tonon (56), Castelli (58) e altri ancora.

Angelo Corti, vincitore
della gara.


L’unico straniero, l’inglese Maurice Hynet, giunto a Como da Londra, via Cannes a bordo del suo anfibio Schweitzer “Teal”, con motore da 150 cavalli, viene classificato fuori gara.
Sfortunato il piaggio P 136 bimotore del milanese Moretti, costretto a terra prima per un guasto a un motore e poi, riparato il guasto, grazie all’intervento dei tecnici dell’Aero Club, dal temporale.
   
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