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Una Realta' unica in Italia
L'Idroscalo Internazionale di Como è l'unico idroscalo italiano e funge da "aeroporto di ingresso", ovvero da scalo obbligato per tutti quegli idrovolanti che giungano in Italia da paesi extra-CEE. L'Idroscalo di Como è definito "Internazionale" perché vi si svolgono le funzioni di Dogana e Polizia di frontiera.
L'Idroscalo è una struttura che appartiene al demanio statale ed è gestita, su delega del Ministero, dall'Aero Club Como, che è deputato a raccogliere, per conto dello Stato, le tasse di atterraggio e a garantire l'agibilità delle strutture aeroportuali.
Le strutture sulla superficie lacustre dell'Idroscalo Internazionale di Como sono costituite dalle aree di decollo, ammaraggio e flottaggio degli aerei.
Tali aree sono:
- L'area riservata, nella quale la navigazione di qualsiasi natante è proibita. Essa è indicata da una serie di boe, 6 delle quali sono luminose.
- L'area di rispetto, nella quale è consentita la cauta navigazione dei natanti di linea della Navigazione del Lago di Como.
- L'area di manovra, nella quale è consentita la cauta navigazione dei natanti.
Le limitazioni alla navigazione nel primo bacino del lago sono illustrate al pubblico da decine di cartelli, posti presso porti, moli e pontili e in luoghi di alaggio di natanti, che riportano una rappresentazione precisa delle aree su cui insiste l'Idroscalo.
In caso di condizioni anomale di vento o onde sulla superficie, il pilota che deve operare sull'Idroscalo può scegliere la striscia di decollo o ammaraggio che meglio risponde ai requisiti di sicurezza (come è stabilito in un'ordinanza della Direzione di Circoscrizione Aero portuale di Milano Malpensa).
Altre strutture sulla superficie dell'Idroscalo sono i pontili, usati per l'attracco degli idrovolanti, collegati con la terraferma da passerelle. |
Strutture a terra
L'Idroscalo Internazionale di Como ha, come struttura fondamentale a terra, lo scivolo e l'area di movimentazione e parcheggio degli aerei, costituita da Piazzale Somaini.
Un tempo area chiusa e destinata esclusivamente alla movimentazione degli aeromobili, il piazzale fu in seguito parzialmente aperto alla circolazione automobilistica (con sensi unici non comunicanti in Via Masia e Viale Puecher) e infine aperto alla circolazione ad anello intorno allo stadio.
L'Idroscalo Internazionale di Como è l'unico esempio al mondo di aeroporto i cui piazzali di movimentazione degli aeromobili sono aperti alla circolazione pubblica. Il fatto, in 70 anni di attività dell'Aero Club, ha dimostrato di non causare problemi né alla movimentazione degli aerei né alla circolazione. I conducenti di veicoli devono solo prestare attenzione alle indicazioni riportate su un apposito cartello posto subito prima del piazzale.
L'esistenza di un aeroporto in città costituisce un'occasione di acculturazione per moltissimi comaschi e turisti, che possono, grazie alla presenza dell'Idroscalo sulla passaggiata-lago, venire a contatto con l'affascinante mondo dell'aviazione, sovente in modo del tutto inaspettato.
Moltissimi turisti italiani e stranieri scoprono con estremo piacere la possibilità di godere dall'alto delle bellezze del nostro lago, delle nostre montagne, grazie a un volo di propaganda sugli aerei dell'Aero Club Como.
Le strutture a terra comprendono anche l'hangar e le palazzine adiacenti, un complesso edificato negli anni '30.
L'idroscalo Internazionale di Como è la principale struttura di questo tipo in Europa.
Nell'immagine, il piazzale dell'Idroscalo occupato da un ospite di eccezione, uno dei celebri Catalina della seconda guerra mondiale (apertura alare 38 m), durante un "Catalina Party" benefico.
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Il circuito aeroportuale e l'ATZ di Como
Le manovre in prossimità degli aeroporti sono regolate da ferree regole. Ciò avviene anche per le manovre compiute sull'Idroscalo Internazionale di Como.
Gli aerei che decollano o ammarano devono seguire le traiettorie definite come circuiti aeroportuali.
I circuiti fondamentali sono due, definiti in base all'andamento dei venti prevalenti: uno è valido quando sussiste un vento da nord (generalmente il mattino), l'altro quando sussiste un vento da sud (generalmente il pomeriggio). Ciò è determinato dalla necessità, per ragioni di sicurezza, di effettuare le manovre di decollo e ammaraggio controvento.
In caso di venti anomali rispetto al regime abituale nord-sud, il pilota può scegliere la direttrice di decollo e ammaraggio e i conseguenti circuiti richiesti dalle condizioni del momento (come è stabilito nella già citata ordinanza ministeriale). Tipici venti anomali sono il cosiddetto "Chiassino", proveniente da norovest, dal passetto di Monteolimpino, e la cosiddetta "Bergamasca", proveniente da est-sud-est.
Gli aerei, qualunque circuito seguano, devono mantenere quote stabilite, che evitano in qualsiasi caso (anche in caso di piantata di motore, un caso peraltro mai verificatosi in 70 anni di attività) il raggiungimento in planata della superficie lacustre.
La zona dei circuiti aeroportuali di Como si trova nell'ATZ (Aerodrome Traffic Zone) di Como, un'area del raggio di 5 miglia centrata sull'idroscalo. L'ATZ è istituito per "proteggere" la zona aeroportuale dal traffico aereo in transito nell'area. Per entrare in un ATZ, infatti, è necessario stabilire comunicazioni radio con l'ente di gestione dell'aeroporto e/o con i piloti che stanno operando entro l'ATZ e seguire particolari precauzioni e procedure di volo. L'immagine rappresenta l'ATZ di Como così come è riportato sulla carta aeronautica ufficiale italiana. Le altre strutture aeronautiche visibili sono l'aeroporto di Alzate, con il suo ATZ, l'aeroporto di Lugano-Agno, l'aeroporto di Venegono e il VOR (un tipo di radiofaro) di Saronno.
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Impatto ambientale
L'impatto ambientale degli idrovolanti sulle acque, come fu anche stabilito in una ricerca durata 5 anni dell'US Corps of Engineers (il Genio Civile statunitense) e come fu confermato in una ricerca del Politecnico di Milano, è nullo.
Gli idrovolanti, infatti, non hanno eliche immerse, non scaricano nulla nelle acque, non sono sottoposti a trattamenti antivegetativi. Per questo motivo il loro impiego è consentito sulle acque dei parchi naturali e dei bacini destinati al rifornimento di acqua potabile.
La presenza dell'Idroscalo Internazionale di Como è stata qualificata dalla locale sezione del WWF come un importante fattore di conservazione dell'avifauna nel primo bacino del Lago di Como. Le limitazioni alla navigazione determinate dall'Idroscalo favoriscono infatti la vita di molte specie di uccelli. Presso l'Idroscalo e i pontili trovano rifugio famiglie di cigni, anatre e germani (nell'immagine) e di altre specie meritevoli del più serio sforzo di salvaguardia, come il Martin Pescatore. Lo stesso Fulco Pratesi, presidente del WWF, elogiò in più occasioni l'idrovolante come mezzo ideale per scoprire la natura.
I piloti e i frequentatori dell'Aero Club Como sono molto affezionati all'avifauna locale e, soprattutto in inverno, si adoperano per procurare cibo e conforto ai "cugini alati" con cui condividono l'uso delle acque.
I giornali locali hanno riportato molti casi in cui il personale o i soci dell'Aero Club hanno recato soccorso a uccelli in difficoltà. Il caso più curioso è quello di un'anatra curata e rimessa in libertà dopo che aveva abboccato all'esca della lenza nel corso del lancio da parte di un pescatore.
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Como: L'idroscalo ingresso italiano
L'idroscalo di Como è l'unico in Italia ed è di conseguenza l'idroscalo di ingresso nel nostro paese per gli idrovolanti provenienti da paesi extra CEE. Il traffico internazionale può svolgersi a Como in quanto sull'Idroscalo è presente un servizio di Dogana e Polizia di Frontiera.
Nell'immagine sono rappresentati alcuni aerei bimotori di notevole mole giunti all'Idroscalo di Como. In alto a sinistra, un PBY Catalina; a destra, un Grumann Albatross. In basso a sinistra, un Dornier Seastar (con i motori in tandem); a destra, un Canadair che svolge un'operazione dimostrativa antincendio nel bacino antistante l'hangar.
L'Idroscalo di Como fu frequentato da ogni sorta di macchina volante fin dai primordi dell'aviazione, come è illustrato nell'immagine. In alto a sinistra, il dirigibile dell'Usuelli a Prà Pasqué (zona dell'attuale hangar), nel 1914; a destra, macchina volante sperimentale di Somalvico. In basso a sinistra, Dornier Do X a Como, nel 1931; a destra, idroaliante.
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L'Area aeronautica di Como
L'area di Prà Pasqué, sulla quale già nel 1909 è riportata la presenza di un piccolo campo di aviazione, è ormai da quasi un secolo l'area delle attività aeronautiche di Como.
L'hangar vi fu costruito nel 1931 (nell'immagine in alto è rappresentato il progetto non realizzato di Giuseppe Terragni).
Successivi progetti integravano l'hangar e le palazzine adiacenti nell'ambito di un quartiere interamente destinato alle attività sportive (nell'immagine in basso, le strutture da poco realizzate in un disegno di Giovanni Mantero del 1933, volto a rappresentare la neocostruita sede dell'Opera Nazionale Balilla.
Oggi l'area ospita, oltre all'Aero Club Como, il Circolo Vela Como, la Motonautica Italiana Lario, lo Yacht Club, la Canottieri Lario e lo stadio.
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L'idroscalo di Como nell'ambito di un futuro sistema di trasporti regionali con idrovolanti.

Negli ultimi anni molti urbanisti, pianificatori, progettisti e operatori di ogni parte del mondo, considerata l'estrema difficoltà e l'enorme costo di costruzione di un nuovo aeroporto, hanno ripreso in considerazione l'istituzione di idroscali e quindi l'impiego di idrovolanti per il trasporto aereo.
Il trasporto con idrovolanti è destinato a diffondersi particolarmente nelle zone ricche di acque che abbiano anche un'importanza turistica.
L'idrovolante infatti offre la possibilità di posarsi ovunque sia presente un pur piccolo specchio d'acqua. Per il futuro dell'aviazione idro a Como sono in atto progetti per valorizzare l'Idroscalo e attuare collegamenti regionali e di aerotaxi con altri capoluoghi lombardi e con i principali aeroporti.
Como, in altre parole, si trova già all'avanguardia e pronta ad affrontare il suo futuro di capitale del turismo lacustre, per quel che riguarda i trasporti di piacere e di affari, grazie all'esistenza di una delle infrastrutture tecniche più antiche del territorio.
Nalla carta si possono vedere alcune tipiche rotte di collegamento tra Como e le città dell'area prealpina, rotte già percorse normalmente per motivi personali dai piloti dell'Aero Club Como. I collegamenti richiedono solo alcuni minuti o poche decine di minuti di volo.
La carta illustra anche un esempio di collegamento tra località turistiche poste a una grande distanza una dall'altra, considerando i trasporti su terra, ma vicinissime per il trasporto aereo. L'idrovolante rende possibile un trasporto turistico impensabile con altri mezzi. Ogni tratta della rotta rappresentata nell'esempio, tra Sirmione e Orta, richiede pochi minuti di volo. |
Il museo dell'aviazione Idro
Una delle idee per il futuro è la costituzione di un museo-centro di documentazione sull'aviazione idro, con particolare attenzione alla storia dell'aviazione idro italiana.
L'iniziativa si sposa perfettamente con la rinnovata vocazione turistica della città di Como e dell'intero territorio, la cui struttura economica tradizionale si sta rapidamente trasformando.
Il museo costituirebbe un elemento di attrazione per moltissimi turisti italiani e stranieri, siano essi appassionati di aviazione o generici ospiti del nostro territorio.
Nell'immagine, cartolina commemorativa della trasvolata Italia-Brasile del 1931, effettuata con idrovolanti Savoia Marchetti S 55 e comandata da Italo Balbo. Migliaia di documenti e di materiali che raccontano la storia del volo idro italiano sono sparsi sul territorio e attendono solo di essere valorizzati nell'ambito di un progetto culturale complessivo.
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