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30/5/2017

Da Como a Zara via Trieste

 L’Aero Club Como impegnato nel secondo atto delle celebrazioni dei voli della SISA

    

 

Nel 2016 l’Aero Club Como e l’associazione MareCielo Gianni Widmer di Trieste avevano organizzato il volo Torino-Pavia-Trieste, rievocativo della prima linea aerea italiana, la SISA, nata nel 1926 ad opera dei fratelli Cosulich. Effettuarono i voli tre idrovolanti dell’Aero Club Como, alla presenza, a ogni tappa, di un folto pubblico.

Il 27-28 maggio 2017 la rievocazione è proseguita con il volo Trieste-Zara, sempre organizzato dal Club e dalla citata associazione triestina, capitanata da Egidio Braicovich. La SISA, infatti, dopo l’apertura della prima linea lungo il Po, avviò trasporti su tutto l’Adriatico. Ricordiamo che nel periodo tra le due guerre mondiali Istria e Dalmazia erano italiane.
È così che il 27 maggio mattina, di buon’ora, i piloti Cesare Baj e Jackson Eduardo Zabalà (di nazionalità ecuadoriana, ma cresciuto in Italia e appassionato socio dell’Aero Club) sono partiti dall’idroscalo alla volta dell’idrosuperficie di Trieste con l’idrovolante Cessna 206. Qui li attendeva una folla di curiosi, la tivù regionale e vari giornalisti, che hanno intervistato organizzatori e piloti sul significato dell’iniziativa.
Dopo un’ora circa, partenza per Zara. Il quotidiano triestino “Il Piccolo” riportava che il volo si sarebbe svolto proprio come quelli degli anni Venti, ovvero “a bassa quota e alla velocità di 200 km/h”. In realtà gli idrovolanti della SISA erano meno veloci, ma l’enorme vantaggio dell’idrovolante, che parte dal centro di una città per giungere al centro di un’altra su una tratta di circa 200 km, rende tutto sommato secondaria la velocità leggermente maggiore o minore, dato che il risparmio di tempo complessivo è enorme rispetto a qualunque altro sistema di trasporto.
Ciò senza contare la piacevolezza del viaggio a bassa quota: vista della città di Trieste, volo lungo le coste istriane, sorvolo delle infinite isole della Dalmazia, ammaraggio proprio davanti al porto di Zara dopo essere passati a fianco del campanile della cattedrale. Emozioni “paesaggistiche” forti, vissute anche nell’estrema serenità di poter ammarare in ogni istante anche nella remota evenienza di problemi di carattere tecnico.
A bordo, oltre ai piloti e a Egidio Braicovich, Damir Murkovich, presidente della Comunità Croata di Trieste, e Franco Luxardo, proprietario dell’omonima celebre fabbrica di maraschino. I Luxardo avevano le fabbriche a Zara, ma dovettero riparare in Italia a seguito delle drammatiche vicende che seguirono la seconda guerra mondiale, ripartendo da zero a Padova con le loro produzioni.
Chiunque sia originario dell’Istria, della Dalmazia, di Trieste, di Fiume e in generale della Croazia e Slovenia può raccontare, per esperienza diretta o per passaparola famigliare, incredibili avventure vissute nel turbolento periodo della guerra, dell’occupazione tedesca, dell’avvento del regime comunista, della fuoriuscita degli italiani e degli oppositori, ma anche della recente guerra che ha portato allo smembramento della Yugoslavia.
Il viaggio rievocativo Trieste-Zara ha voluto significare per molti il desiderio di superare le antiche divisioni e guardare a un futuro di collaborazione. L’Adriatico è un ambiente dalle infinite ricchezze paesaggistiche, storiche e culturali e c’è voglia di migliorare e integrare l’offerta di servizi, in particolare quelli legati all’accoglienza e ai trasporti. Per questo il titolo di prima pagina del “Zadarski List”, il maggiore quotidiano zaratino, il giorno 28 enunciava: “Da Trieste a Zara in idrovolante in un’ora e mezza”. Lo stesso percorso in auto richiede 5 ore.
All’arrivo dell’equipaggio era stata organizzata una conferenza per presentare al pubblico di Zara tutti questi temi, durante la quale Franco Luxardo ha narrato le vicende della sua famiglia. Interessante il momento in cui ha mostrato la fotografia della sua antica fabbrica, in un edificio tuttora esistente che dà sul porto, con in primo piano un idrovolante della SISA in flottaggio.
La sera l’equipaggio ha avuto modo di apprezzare le molte bellezze di Zara e la ricca offerta gastronomica locale. Zara è una città molto viva e cosmopolita, con molte attrattive. Non è potuta mancare una visita all’organo marino, realizzato sul lungomare su progetto dell'architetto Nikola Bašić, che produce suoni generati dal moto ondoso.
Il giorno 28 all’equipaggio si è aggiunto un allievo dell’Istituto Navale di Trieste, Massimiliano Grassi, giovane pilota di aereo, giunto a Zara appositamente per poter condurre come copilota il Cessna 206 nel volo di ritorno (all’andata non poteva essere imbarcato per ragione di carico). Giunti a Trieste, siamo stati accolti per un rinfresco al lussuoso e storico Yacht Club Adrìaco, presenti molte autorità, tra cui il comandante della Capitaneria di Porto e il direttore dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari.
Volo di ritorno senza storia nel bel tempo, condotto da Jackson, inizialmente zigzagando nei corridoi tra le zone controllate del Nordest, poi, dopo Vicenza, ad alta quota sulle Prealpi, piombando dal Resegone sul Pian del Tivano e da lì, con un lungo avvicinamento diretto, all’ammaraggio all’Idroscalo di Como.
Un’ennesima avventura che mostra quanto stia crescendo l’interesse per l’idrovolante, un mezzo che consente, sul breve raggio, trasporti rapidi e gradevoli. Un mezzo che non richiede investimenti per infrastrutture, dato che usa per il suo impiego l’acqua esistente in natura.

Un’altra dimostrazione dell’importante ruolo che svolge nel continente europeo l’Aero Club Como, sempre più spesso chiamato a offrire consulenze e a compiere operazioni di alto interesse tecnico, ma anche storico e culturale.

 




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